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    <title>Vecchie Glorie on Miss Otter</title>
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    <description>Recent content in Vecchie Glorie on Miss Otter</description>
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      <title>Ritorno alle origini | John Hersey – Hiroshima</title>
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      <pubDate>Tue, 02 Nov 2021 00:00:00 +0000</pubDate>
      
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&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Oggi per la raccolta “vecchieglorie” rispolvero un testo che ha lasciato in me un’impressione indelebile, sia per la materia trattata, a cui è impossibile restare indifferenti, sia per la qualità della scrittura. Parlo di ritorno alle origini perché questo testo – cui la facoltà di giornalismo della New York University ha attribuito &lt;a href=&#34;https://stephens.hosting.nyu.edu/Top%20100%20page.html&#34;&gt;il primo posto fra i 100 migliori esempi di giornalismo americano del XX secolo&lt;/a&gt; – rappresenta in qualche modo il capostipite del giornalismo narrativo.&lt;/p&gt;
          
          
        
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      <title>Rodolfo Walsh, Operazione massacro</title>
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      <pubDate>Mon, 16 Nov 2020 00:00:00 +0000</pubDate>
      
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&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&#34;https://www.lanuovafrontiera.it/prodotto/operazione-massacro/&#34;&gt;Rodolfo Walsh&lt;/a&gt;&lt;br&gt;
Operazione massacro&lt;br&gt;
La nuova frontiera&lt;br&gt;
Roma, 2017&lt;br&gt;
Traduzione di Elena Rolla&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dopo tre o quattro nuovi arrivi è giunto il momento di rispolverare una vecchia gloria. E dopo diversi libroni ponderosi un libro più breve ma decisamente più intenso. Facciamo un breve viaggio alle origini del genere e dopo tanti autori nordamericani questa volta andiamo in America Latina.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Rodolfo Walsh, giornalista, traduttore e scrittore argentino, desaparecido il 25 marzo del 1977 per mano della seconda giunta militare, aveva indirizzato il giorno prima alla stessa giunta, in occasione del primo anniversario del golpe, una coraggiosa e impietosa lettera aperta (la potete leggere integralmente &lt;a href=&#34;https://es.wikipedia.org/wiki/Carta_abierta_de_un_escritor_a_la_Junta_Militar&#34;&gt;qui in spagnolo&lt;/a&gt; e trovate &lt;a href=&#34;http://www.minimaetmoralia.it/wp/lettera-aperta-di-uno-scrittore-rodolfo-walsh/&#34;&gt;qui la prima parte in italiano&lt;/a&gt;) che inizia con queste parole:&lt;/p&gt;
          
          
        
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      <title>Cosa ho imparato sul Ruanda</title>
      <link>/biblioteca/vecchieglorie/cosa-ho-imparato-sul-ruanda/</link>
      <pubDate>Fri, 15 Nov 2013 00:00:00 +0000</pubDate>
      
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            &lt;p&gt;
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    /&gt;

    &lt;/picture&gt;
&lt;/figure&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Philip Gourevitch&lt;br&gt;
Desideriamo informarla che domani verremo uccisi con le nostre famiglie. Storie dal Ruanda&lt;br&gt;
Torino, Einaudi 2000&lt;br&gt;
Traduzione di Norman Gobetti&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L&amp;rsquo;anno scorso al festival di Internazionale, alla conferenza &amp;ldquo;Ruanda, scrivere il genocidio&amp;rdquo; ha partecipato Philip Gourevitch, firma del New Yorker, autore del libro &amp;ldquo;*Desideriamo informarla che domani verremo uccisi con le nostre famiglie. Storie dal Ruanda&amp;rdquo; *(oggi irreperibile in libreria). Negli anni mi ero informata sul tema in vari modi, leggendo articoli e vedendo film e documentari, ma dopo aver sentito parlare Gourevitch ho deciso di leggere il suo libro, nell&amp;rsquo;ottima traduzione di Norman Gobetti. Ne è valsa la pena, è faticoso, doloroso, complesso, ma anche molto ben documentato e spiega molto bene che cosa è successo laggiù in quegli anni.&lt;/p&gt;
          
          
        
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