<?xml version="1.0" encoding="utf-8" standalone="yes"?>
<rss version="2.0" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom">
  <channel>
    <title>Breadcrumbs on Miss Otter</title>
    <link>/breadcrumbs/</link>
    <description>Recent content in Breadcrumbs on Miss Otter</description>
    <generator>Hugo -- gohugo.io</generator>
    <language>it</language>
    <lastBuildDate>Sat, 11 Apr 2026 21:09:18 +0100</lastBuildDate><atom:link href="/breadcrumbs/index.xml" rel="self" type="application/rss+xml" />
    <item>
      <title>Quello che penso dei social</title>
      <link>/breadcrumbs/quello-che-penso-dei-social/</link>
      <pubDate>Sat, 11 Apr 2026 21:09:18 +0100</pubDate>
      
      <guid>/breadcrumbs/quello-che-penso-dei-social/</guid>
      <description>
        
          
            &lt;p&gt;Nel 2014 Nate Silver aveva un milione di follower su Twitter e ogni link che pubblicava portava traffico reale al suo sito. Nel 2025 ne ha tre milioni ma il traffico portato dai social verso il suo substack è diventato irrilevante. Questi due numeri, da soli, raccontano un decennio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il titolo del suo pezzo è “Social media has become a freak show”- che è più o meno quello che pensiamo tutti - solo che Silver lo argomenta con i dati e dal punto di vista molto particolare di chi i social li ha usati per quindici anni come canale editoriale, con milioni di lettori dall’altra parte.&lt;/p&gt;
          
          
        
      </description>
    </item>
    
    <item>
      <title>Di isola in isola, di parola in parola</title>
      <link>/breadcrumbs/di-isola-in-isola-di-parola-in-parola/</link>
      <pubDate>Mon, 16 Mar 2026 08:35:33 +0100</pubDate>
      
      <guid>/breadcrumbs/di-isola-in-isola-di-parola-in-parola/</guid>
      <description>
        
          
            &lt;p&gt;Malta dista circa 90 chilometri dalla Sicilia. Non la si vede all’orizzonte, a meno di non raggiungere qualche punto elevato. Per arrivarci con una  canoa ci vogliono più di ventiquattro ore — il che significa navigare di notte, orientandosi con le stelle.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Un &lt;a href=&#34;https://intern.az/1PBS&#34;&gt;articolo di Michael Marshall&lt;/a&gt; tradotto  questa settimana su Internazionale racconta cosa è successo quando  l’archeologa Eleanor Scerri ha scavato nella grotta di Latnija, nella  parte nord di Malta: ha trovato cenere di focolari, utensili in pietra,  ossa di cervo con segni di macellazione. La datazione al carbonio  colloca queste tracce a 8.500 anni fa, un millennio prima di quanto si  credesse. Ma il dato più significativo è un altro: si trattava di  cacciatori-raccoglitori, quelli che per decenni la comunità scientifica  aveva ritenuto incapaci di attraversare il mare aperto. Lo studio,  pubblicato su &lt;em&gt;Nature&lt;/em&gt; nel 2025, ha costretto a riscrivere non solo la  preistoria di Malta ma l’intera cronologia della navigazione nel  Mediterraneo.&lt;/p&gt;
          
          
        
      </description>
    </item>
    
    <item>
      <title>Questa guerra è un pretesto?</title>
      <link>/breadcrumbs/questa-guerra-e-un-pretesto/</link>
      <pubDate>Tue, 10 Mar 2026 22:01:02 +0100</pubDate>
      
      <guid>/breadcrumbs/questa-guerra-e-un-pretesto/</guid>
      <description>
        
          
            &lt;p&gt;“Uno dei piaceri di parlare con una collega è che possiamo concederci il lusso di discorrere del passato. La storia di questo tipo di trasfigurazioni alchemiche della democrazia mediante la guerra è lunga.”&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Lo dice Timothy Snyder a Ruth Ben-Ghiat in una conversazione in live video, e quella frase mi ha colpita: due storici americani si concedono il lusso di parlare del passato proprio mentre il presente sta prendendo una piega che il passato può aiutarci a riconoscere. Vale la pena di seguirli.&lt;/p&gt;
          
          
        
      </description>
    </item>
    
  </channel>
</rss>
