Miss Otter
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Ancora podcast – Genova 2001

In questa calda estate che scivola verso la conclusione, fra i miei consumi culturali ci sono stati più podcast che libri, forse perché ho avuto davvero poco tempo per starmene seduta a leggere sotto l’ombrellone. Continuo quindi con le segnalazioni di podcast e in particolare con tre produzioni italiane uscite in occasione del ventesimo anniversario del G8 di Genova.

Limoni, il G8 di Genova vent’anni dopo
Di Annalisa Camilli in collaborazione con Carlo Bachschmidt, Marzia Coronati e Anita Otto
8 episodi
Produzione: Internazionale
2021

Il salto. Il caso Carlo Giuliani
di Sara Menafra
2 episodi
Produzione: Rai Radio 3
2021

Genova per tutti - Venti anni dopo il G8
Di Mauro Pescio e Daria Corrias
5 episodi + 2 contenuti extra
Produzione: Rai Radio 3
2021

Il primo si intitola “Limoni” ed è prodotto da Internazionale, che ha incaricato della realizzazione la bravissima giornalista Annalisa Camilli. L’intenzione dichiarata di questo lavoro era quella di fare una panoramica complessiva di quanto accaduto a Genova prima, durante e dopo il G8 del 2001 per spiegarlo a chi era troppo giovane per ricordarsene. Il secondo podcast che ho ascoltato è una produzione di Rai Radio 3 che si intitola “Il salto”, si compone di due sole puntate e si concentra esclusivamente sulla vicenda della morte di Carlo Giuliani. Il terzo, sempre prodotto da Rai Radio 3, si intitola “Genova per tutti” ed è strutturalmente simile al primo.

“Limoni” e “Genova per tutti” hanno un respiro molto ampio, dedicano parti del racconto alla città di Genova, alla preparazione del vertice sia da parte dei movimenti che delle forze di polizia, ai cortei e agli scontri di piazza, e poi alle storie di Carlo Giuliani, della scuola Diaz e della caserma di Bolzaneto. Per finire, entrambi raccontano gli strascichi giudiziari delle varie vicende e gli archivi che conservano la memoria degli eventi. Entrambi i podcast fanno ampio ricorso a documenti sonori dell’epoca e a interviste che danno voce a molti protagonisti.

“Limoni” prende le mosse da una dimensione personale, assume in parte il punto di vista dell’autrice – che era a Genova in quei tre giorni di luglio del 2001 e che ci racconta gli accadimenti intervallandoli con la cronaca del suo ritorno in città dopo vent’anni – e in parte quello del settimanale, che ha seguito gli eventi nel modo che gli è caratteristico, ovvero con i tempi del settimanale e raccogliendo articoli dalla stampa straniera. Il panorama sonoro e tematico si allarga poi a includere il coro delle voci dei molti a cui è stato chiesto di contribuire. Questa costruzione ambiziosa è, a mio parere, un’arma a doppio taglio perché la ricchezza dei contenuti, innegabile, talvolta va a scapito della chiarezza e rende la narrazione a tratti dispersiva.

“Genova per tutti” ha una scansione molto simile a quella di “Limoni” e anche le scelte dei contenuti si assomigliano ma la riuscita, a mio modesto avviso, è migliore. Gli autori e la squadra di produzione hanno il vantaggio di essere professionisti della radio: l’ascolto è più piacevole, le musiche sono molto belle e le voci, sia quelle narranti che quelle degli intervistati sono meglio fruibili; penso però che la realizzazione sia stata migliore anche nella scrittura e nella progettazione della struttura narrativa. La mia impressione è che “Limoni”, con le sue frequenti digressioni, abbia una scrittura e un impianto più adatti a un lungo reportage che a un podcast a puntate. E la lettura dei testi da parte di Annalisa, se da un lato ha il pregio di avvicinarci alla soggettività dell’autrice, dall’altro risulta spesso monotona, al punto da favorire la distrazione.

Di entrambi i podcast ho apprezzato particolarmente la parte di riflessione, che in “Limoni” apre un’ampia pagina iniziale (assente nell’altro lavoro) sulle motivazioni storiche, culturali e personali che hanno spinto l’autrice a partecipare alle manifestazioni. Entrambi i lavori ospitano invece una riflessione finale che si domanda cosa resta dell’energia del Genoa Social Forum a vent’anni di distanza, cosa si può salvare dalle ceneri di un movimento che è stato tragicamente disperso da quegli avvenimenti e come, a partire da quelle basi, si può riprendere il filo e andare avanti, in un mondo che nel corso degli ultimi vent’anni si è largamente globalizzato e profondamente trasformato. (non dimentichiamo che due mesi dopo il G8 di Genova c’è stato l’11 settembre, che ha spostato in maniera drastica il focus del discorso pubblico a livello mondiale.) Segnalo in particolare, perché mi hanno emozionata e commossa, i due contenuti extra che chiudono “Genova per tutti”, il primo dedicato a una sorta di “riconciliazione” fra posizioni opposte (?) e il secondo a un archivio audiovisivo che conserva materiale su Genova 2001.  

Il respiro e le ambizioni del terzo podcast che vi propongo sono decisamente minori, ma la realizzazione è buona e i contenuti interessanti. “Il salto” ricostruisce la storia della morte di Carlo Giuliani. Si concentra quindi su un singolo evento accaduto in quei fatidici giorni, un evento che per la sua tragicità ha monopolizzato la discussione pubblica durante e dopo il summit, a scapito di altri temi, ma la cui eccessiva spettacolarizzazione e strumentalizzazione gli hanno tolto al contempo umanità e profondità. Sara Menafra racconta con lodevole pacatezza, grazie al filtro del tempo trascorso, tutto quello che è venuto prima e dopo quel fatidico colpo di pistola. Coinvolge in numerose interviste i protagonisti della vicenda, da entrambe le parti e, grazie allo studio delle carte processuali e al recupero delle registrazioni delle udienze, rimette in luce anche la vicenda giudiziaria, che è rimasta purtroppo monca e non ha permesso di giungere a una verità processuale.