Breve rassegna primaverile di podcast italiani
Sarà il caso, passata anche la Pasqua, di scrivere qualcosa sui podcast italiani che ho ascoltato lo scorso anno, prima che quelli del 2021 prendano il sopravvento.
La mia selezione, come sempre ristretta all’ambito giornalistico, si limita a pochi lavori.
I primi due podcast che segnalo sono a mio parere riusciti solo fino a un certo punto, ma destano comunque un certo interesse.
La piena, il meccanico dei narcos
Di Matteo Caccia e Mauro Pescio
10 episodi
Produzione: Mismaonda per Audible Studios
2018
Il primo, già un po’ datato, racconta le avventure (vere, almeno in parte) di Gianfranco Franciosi, un meccanico nautico della lunigiana infiltrato in un’organizzazione di narcotrafficanti. È suo il merito del più importante sequestro di cocaina della storia europea. Se la storia vi suona familiare, è perché è la stessa raccontata lo scorso anno nella fiction di Rai 1 Gli orologi del diavolo, basata sul libro scritto da Franciosi con il giornalista Federico Ruffo e che vede Beppe Fiorello come protagonista. Matteo Caccia ha raccolto la testimonianza diretta di Franciosi e la propone in dieci lunghe puntate.
Le mie perplessità nascono dal fatto che la storia è tutta sbilanciata, senza grandi scrupoli di verifica, sulla versione del protagonista che, a qualunque persona sana di mente, fin dalle prime battute farebbe sorgere il sospetto di avere a che fare con un millantatore. Diciamo che forse Matteo Caccia lo vedo meglio a simpatizzare con ascoltatori anonimi più o meno mitomani che gli raccontano quella storia pazzesca che gli è successa tanti anni fa, che non ad analizzare una vicenda piena di ombre come questa. Matteo Caccia comunque sa fare il suo mestiere quindi il podcast è ben fatto e ricco di materiali di prima mano.
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Polvere – Il caso Marta Russo
Di Chiara Lalli e Cecilia Sala
8 episodi
Produzione: Emons Record e Miyagi Entertainment
Settembre 2020
La seconda segnalazione riguarda Polvere, un podcast di Chiara Lalli e Cecilia Sala pubblicato da Huffpost in collaborazione con Gedi Digital.
Le premesse per un bel lavoro ci sono tutte. La storia, che ebbe all’epoca grande risonanza nelle cronache nostrane, è quella dell’omicidio della studentessa Marta Russo, la cui vicenda giudiziaria viene ripercorsa a distanza di molti anni facendo allungare le ombre del dubbio sulla sentenza, grazie a una messe di materiali molto ricca: interviste ai protagonisti, audio delle udienze, analisi delle carte processuali. Allora cosa c’è che non va? L’esperienza di ascolto è deludente. La costruzione sonora del podcast è carente al punto da allontanare e distrarre, a partire dalla lettura del titolo di ogni episodio e a seguire con tutti gli interventi delle autrici che, appunto, leggono, invero piuttosto malino, i testi che hanno preparato. I testi, che non sono scritti neanche male, sono letti con così poco trasporto da non trasmettere quasi nessuna emozione, cosa che al contrario accade ascoltando le registrazioni delle udienze e le interviste. Insomma, i contenuti ci sono tutti, la vicenda è interessante e valeva un podcast, la realizzazione è un’occasione mancata.
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Witness DOCS - Verified
Di IRPI & Natasha Del Toro
10 episodi + 3 aggiornamenti
Produzione: Scripps Washington Bureau & Sticher Witness Docs
Febbraio-aprile 2020
Il terzo podcast che mi fa piacere segnalare riguarda un lavoro investigativo condotto dai giornalisti di Irpi Cecilia Anesi, Alessia Cerantola e Giulio Rubino. Irpi è un team investigativo italiano che in genere si occupa di criminalità organizzata, corruzione e crimini ambientali e che si è trovato per le mani questa storia quando il fidanzato di una delle vittime si è rivolto a loro in cerca di aiuto.
L’inchiesta, pubblicata dapprima sulle pagine dell’Espresso e su una serie di testate internazionali, riguarda Dino Maglio, un carabiniere padovano che, approfittando della sua posizione geografica, offriva alloggio a turiste straniere in visita a Venezia attraverso la piattaforma Couchsurfing, ma aveva la brutta abitudine di approfittare della loro fiducia, drogarle di nascosto e abusare di loro. Maglio è stato condannato in primo grado a 14 anni e quattro mesi di carcere per aver violentato, tra il 2012 e il 2014, quattro ragazze e averne drogate altre dieci. Questo risultato si deve alla tenacia delle vittime che, pur essendo sparse in diversi paesi del mondo, hanno fatto rete creando un gruppo su Facebook, confrontato le rispettive esperienze, e trovato il coraggio di chiedere aiuto e poi di agire insieme contro un esponente delle forze dell’ordine di un paese straniero. La loro intraprendenza le ha portate a bussare alle porte del team investigativo italiano che, pur non essendosi mai occupato di simili questioni, ha cercato e trovato i consulenti giusti e le ha aiutate a preparare la denuncia e a portare al successo la causa.
La scelta dei giornalisti di Irpi, forse a rimarcare la dimensione internazionale del loro lavoro, è stata quella di affidarsi a un team di professionisti stranieri e di realizzare, nel corso di una collaborazione durata un paio di anni, il podcast in lingua inglese, impreziosito dalla voce vellutata di una conduttrice, Natasha del Toro, che richiama un po’ lo stile della Sarah Koenig di Serial. Il risultato è un prodotto realizzato in maniera molto professionale, quasi patinato ma comunque molto emozionante, soprattutto grazie alla ricchezza e alla genuinità delle testimonianze di prima mano.
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121269 – Inchiesta su Piazza Fontana
Di Alberto Nerazzini e Andrea Sceresini
12 episodi
Produzione: Dersu (esclusiva Audible Original)
Dicembre 2019 - giugno 2020
Il podcast che ho apprezzato di più è un monumentale lavoro di ricostruzione della vicenda storica, giudiziaria e umana della strage di piazza Fontana.
Alberto Nerazzini parte dal prezioso lavoro fatto da Andrea Sceresini assieme al giudice Guido Salvini e sfociato nel libro La maledizione di piazza Fontana, pubblicato in occasione del cinquantesimo anniversario della strage. Nel libro il giudice Salvini, autore dell’istruttoria che ha portato all’ultimo processo sulla strage, ricostruisce con Andrea Sceresini i dieci anni in cui, dopo l’assoluzione in Cassazione degli ultimi imputati, si è dedicato a un’inchiesta privata sui depistaggi che hanno condizionato la vicenda giudiziaria, parlando con fonti vecchie e nuove e raccogliendo elementi a carico di soggetti mai sfiorati dalle indagini.
Il podcast ripercorre dapprima in maniera critica e approfondita l’intera vicenda giudiziaria, raccogliendo le voci dei protagonisti e una mole enorme di materiali giudiziari e di archivio, per poi sviluppare, attingendo all’archivio messo a disposizione dal giudice Salvini, l’indagine sui depistaggi andando ad approfondire indizi trascurati, errori e contraddizioni delle indagini precedenti e raccogliendo, attraverso decine di interviste inedite, una quantità impressionante di voci.
L’ascolto, che si snoda attraverso ben 12 episodi, è molto lungo e si rischierebbe di perdersi e confondersi nella miriade di nomi, voci e date, ma Nerazzini, che dà un’impronta molto personale a questo lavoro, riesce sempre a tenere il bandolo della matassa, a riassumere i passaggi più complessi, ad aprire e chiudere parentesi e a guidarci lungo un filo logico coerente.
Consiglio l’ascolto di questo podcast a chi vuole recuperare la storia di un evento che ha segnato la nostra nazione e che magari, essendo nato molti anni dopo, non lo conosce per nulla, a chi l’ha seguita nei decenni in maniera frammentaria grazie alle notizie di stampa e TV e vuole farsi un quadro più preciso di quello che ha intuito. Lo consiglio anche come esempio paradigmatico di uno dei (purtroppo) tanti misteri italiani in cui qualche mano ha scientemente operato a lungo e in molti modi per impedire l’accertamento della verità. E lo consiglio perché, a dispetto della mole e del tema, è un viaggio coinvolgente e spesso anche divertente.
Segnalo, per chiudere, un momento impagabile: l’intervista, fra il grottesco e il tragico, al generale dei servizi segreti Gianadelio Maletti, quasi centenario, che parla dal suo rifugio dorato in un elegante quartiere residenziale di Johannesburg.